Il CIN (Codice identificativo nazionale) lo assegna il Ministero del Turismo e deve comparire in due posti: all'esterno dello stabile e in ogni annuncio. Verificarlo significa controllare che sia presente in entrambi, che l'annuncio riguardi proprio quell'unità e, se sei il proprietario, che il codice risulti nella banca dati del Ministero. Senza CIN la sanzione va da 800 a 8.000 euro.
La regola è nazionale (D.L. 145/2023, art. 13-ter) e vale allo stesso modo a Milano e a Napoli; cambiano i passaggi che vengono prima, gestiti da Regione e Comune. Questo articolo è informazione generale con le norme in vigore alla data di verifica indicata sopra: non è consulenza legale o fiscale personalizzata. Per il tuo caso rivolgiti al commercialista o a un avvocato.
Ultima verifica dei contenuti: 4 novembre 2026
Chi assegna il CIN e come si ottiene
Il CIN è assegnato dal Ministero del Turismo con una procedura automatizzata, su istanza telematica del locatore. L'istanza è accompagnata da una dichiarazione sostitutiva sui dati catastali dell'unità e, per i locatori, sul possesso dei requisiti di sicurezza (art. 13-ter, commi 1 e 3). Non lo rilascia il Comune e non lo rilascia lo sportello SUAP: lo ribadisce il Comune di Milano nella sua pagina informativa, aggiornata il 20 luglio 2026.
A Milano il CIN può essere chiesto solo da chi ha già il CIR, il codice regionale lombardo, che si ottiene dopo la comunicazione al SUAP su Impresainungiorno.gov.it e l'accreditamento al portale regionale Ross1000. Il titolare con il CIR accede alla banca dati nazionale (BDSR) con SPID o CIE e, digitando il CIR, vede le proprie strutture e il CIN ottenuto.
A Napoli l'attività si avvia al SUAP del Comune: con una comunicazione se la locazione breve non è imprenditoriale, con una SCIA se lo è. Il percorso è spiegato in CIN e SCIA per gli affitti brevi a Napoli.
Dove deve comparire e cosa controllare
La norma indica due luoghi; a questi si aggiungono i dati che gli intermediari trasmettono all'Agenzia delle Entrate.
| Dove | Cosa dice la norma | Cosa controllare |
|---|---|---|
| Esterno dello stabile | Va esposto all'esterno dello stabile in cui si trova l'unità, nel rispetto dei vincoli urbanistici e paesaggistici (comma 6) | Che sia visibile. Il Comune di Milano precisa che non sono stati approvati modelli o schemi-tipo di targa |
| Annuncio | Va indicato in ogni annuncio, ovunque pubblicato. Intermediari e gestori di portali devono indicarlo negli annunci (comma 6) | Che il codice sia scritto nell'annuncio e che l'annuncio descriva l'unità a cui appartiene |
| Dati inviati all'Agenzia delle Entrate | Chi interviene nella conclusione di una locazione breve trasmette anche il CIN, insieme a locatore, durata, indirizzo e corrispettivo | Se si affida l'immobile a un gestore o a un portale, che il CIN sia quello dell'unità |
| Banca dati ministeriale (solo il titolare) | Il titolare con CIR vede le proprie strutture e il CIN dalla BDSR con SPID o CIE | Che CIR e CIN corrispondano all'unità e ai dati catastali dichiarati |
Esiste una ricerca pubblica dei codici?
Nei testi che abbiamo letto (la legge, le pagine dei Comuni di Milano e di Napoli, la guida dell'Agenzia delle Entrate) non c'è una ricerca pubblica in cui un ospite possa inserire un CIN per controllarlo. Le pagine del Ministero del Turismo non si possono consultare in modo automatico, perché sono protette da una verifica anti-bot: se una funzione pubblica esiste, si trova lì. Per questo non la descriviamo.
Ciò che la norma garantisce è l'obbligo di esporre e indicare il codice, con i controlli affidati al Comune tramite la polizia locale (comma 11). Se un annuncio non riporta il CIN, è già una violazione.
Cosa si rischia senza CIN
Le sanzioni sono nel comma 9 dell'art. 13-ter e le applica il Comune; i proventi restano al Comune.
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Unità o struttura senza CIN | Da 800 a 8.000 euro |
| CIN non esposto o non indicato nell'annuncio | Da 500 a 5.000 euro per unità, con rimozione immediata dell'annuncio |
| Assenza di rilevatori gas e monossido di carbonio ed estintori | Da 600 a 6.000 euro per ciascuna violazione, se non c'è attività imprenditoriale |
| Attività imprenditoriale senza SCIA | Da 2.000 a 10.000 euro |
Cosa succede dopo i controlli
I Comuni comunicano gli esiti dei controlli alla direzione provinciale dell'Agenzia delle Entrate (comma 11), e Agenzia delle Entrate e Guardia di finanza fanno analisi del rischio per individuare chi affitta senza CIN (comma 12). Gli altri adempimenti che accompagnano il CIN sono i requisiti di sicurezza (requisiti di sicurezza per un affitto breve) e la comunicazione degli ospiti (Alloggiati Web e Questura). Per il quadro completo delle città: Milano 2026 e Napoli 2026.
